Ricomincio a ridere di gusto

Ieri verso l’ora di pranzo, incredibile a dirsi, il mio cellulare suonava; sul display un numero sconosciuto alla mia già nutrita rubrica. Rispondo e scopro che è L. 

Brevemente vi informerò sul fatto che L. è uno stronzetto con cui sono uscita un certo numero di volte l’anno scorso, più giovane di me e del genere che piace un po’ a tutte le ragazze, bello e disattento. Insomma un bel giorno di all’incirca un anno fa, dopo aver addotto trecento inutili scuse sulla sua disattenzione, mi ha dato un appuntamento a cui poi non si è mai presentato. Potremmo, in questa sede, elaborare parecchie teorie su quanto l’inaffidabilità sia un buon metodo di baccaglio nell’era moderna, ma finiremo comunque col dire che, di base, ci ha rotto le palle. Mentre cerco quindi di riprendermi dal quasi ridicolo shock di risentire la sua voce (e facendo pressochè finta di non riconoscerlo subito), la mia reazione immediata è, ma che cazzo vuole questo? Ci diciamo ben poche cose, io sono seduta alla mia scrivania con l’ufficio al completo e lui è in pausa pranzo in mezzo ad un traffico fastidioso. Prima che io gli dica “guarda sono di fretta, devo andare” lui ha giusto il tempo di pronunciare la parola “caffè” buttata lì in una frase che non riesco bene a sentire. L’assonanza, però, basta ad innescare il più classico dei deja vu. Poi saluto e metto giù. Non so ancora, a distanza di più di 24 ore, cosa ci siamo detti esattamente, ma dopo pochissimi minuti ricevo un sms che dice: passo a prenderti sabato pomeriggio. E lì il deja vu è finalmente al suo livello Matrix. Accadono cose inspiegabili, quindi, e tutto questo racconto è un pretesto per un appello. Dopo le vostre necessità del sabato mattina, quali la spesa, la rasatura, il cazzeggio e la cultura, abbiate un pensiero per la vostra amica Corvina: coinvolgetemi in qualunque cosa dobbiate fare, traslochi, malocchi, scelte di tendaggi, lettura di cronache del 1966: insomma, impeditemi di fare anche sta cazzata. Perchè, giuro, muoio dalla voglia di vedere come va a finire.

(la parentesi è per Plinio e anche un po’ per Nick Hornby)

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10 thoughts on “Ricomincio a ridere di gusto

  1. Guarda, io questi tizi non è che li regga, e lo do subito a vedere. C’era l’ex fidanzato di una mia amica, belloccio di turno, che si specchiava su qualsiasi cosa. Giuro. Un giorno il mio scazzo è arrivato al limite e mentre si ammirava nello specchietto gli ho detto “ma chi è quel coglione riflesso?”
    Alla fine si sono lasciati, ma quel tizio continua ad odiarmi.

  2. Grande!
    io invece con L. poi ci sono uscita e non è stato male, ma diciamo che ho avuto momenti migliori.
    Sai com’è, quando non ti frega più niente, c’è poco da fare

    • non tutti hanno rispetto per le donne, purtroppo
      e alcuni non sono nemmeno in grado di uscire con una bella ragazza e comportarsi da uomini.

      il mio x fidanzato un giorno mi ha detto: “non è che gli stronzi li incontri tutti tu, è che è pieno…”

      • Io non sopporto quelli che escono con una bella ragazza considerandola un trofeo da esibire.

        Quello che dico sempre è che devi avere rispetto di te stessa. E se ti rispetti, sai anche farti rispettare.

  3. Invece te ne sei accorta e l’hai anche ammesso. C’è chi non se ne rende conto oppure chi ne è consapevole, ma evita di affrontare qualcosa accumulando fino a quando un solo problema si è trasformato in due problemi.
    Cambiare o risolvere qualcosa richiede sempre coraggio o impegno. Però se ti vuoi bene e vuoi darti una mano, lo fai. La prospettiva di passare una vita intera a scappare da qualcosa o a rimandare il momento in cui affronterai quel qualcosa, è solo stupido.

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