with a little help from (for) my friend

Che se il sonno recasse il vero
e solo per non dar nell’occhio
lo destasse quand’è ormai buio
facilmente mi arrenderei al patto
accomoderei chiuse le valigie
raccoglierei intorno furori e stagioni.
Un tempo fu quel ballo, ricordi
a portarmi in piedi a centro sala
tra un sigillo e un passo lento
della mia attempata gioventù
e un giorno sbagliai stazione
per un treno fermo e in orario
che non mi vide mai arrivare.
Ci misi spazio e distanza e polvere
ci misi fatica ed estremità
lo vidi infine passare in corsa
e non tentai di fermarlo nemmeno.
Che se il sonno recasse il vero
e portasse in salvo viaggi e viaggiatori
ti direi riposa, amico mio
che già domani saprai tutto
anche spiegarti di me.

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Rocce, coperte di muschio, campi tutt’intorno


La vista è sul mare, una passeggiata solitaria, i ricordi spesi di un’estate. Il vento lascia svegli i pensieri, lo vedo al di là delle finestre, far roteare le foglie, mulinelli di sabbia in volo, l’incedere regale di un inverno così mite.
Oltre l’acqua, che ha memoria di piogge, fintanto che arrivano gli occhi e anche di più, e ancora, una terra che solo si immagina, non si vede, non si scorge. Potrei uscire, lo so bene; buttarmi senza saggezza a muso duro, anticipare cosa, chi, se. E invece scelgo, e resto qui. Con la primavera e l’attesa ci costruisco un futuro, qualcosa cui andare incontro, qualcuno da incontrare. La sabbia che sfugge, mi dico, finisce in castelli; non sono di carte, e nemmeno in concorso.
Attraversato il vetro, ecco, lo sguardo è già fuori: scruta impreciso, rivede anche ieri. Le mascelle serrate, a pentirsi e a perdonare, da prima incrociate le braccia e poi è l’istante dopo, un segno che è resa.
Mi piace pensare che non sia tutto qui, perchè c’è da diventare, evolvere, sapere. Imbeccare un evento, distinguerne il carato. Riacciuffare il proprio passo e riportarsi a terra ferma; sfoggiare abiti eleganti perchè non si è dovuto nuotare.

Remember the Tinman (go find your heart and take it back)

L’anno 2013 è iniziato da poche ore e sto già parlando fitta con un vecchio amore.  L’anno nuovo ha già a che fare col passato, ci avrei scommesso, io. Ma è così che faccio, dissolvo ogni dubbio generandone un altro e poi un altro ancora e via così. C’è chi mi vorrebbe diversa, più sicura e decisa, più inalterata nel giudizio di me, ma non basta ascoltarsi e ascoltare, bisogna avere fiducia e senza certezze la fiducia non è possibile mai. E’ un bel po’ di tempo che non mi lascio andar via così. Ma è tutto normale, sapete, ci sono abitudini e persone che non si perdono solo perchè mille volte si pronunciano parole come no. E c’erano cose che mi erano congeniali le ho portate avanti per tutto quel pezzo di vita, che poi un giorno uno è arrivato e ha detto eh no non vai bene così, e allora sono cambiata. E poi, come sempre accade, non andavo bene nemmeno diversa e così sono rimasta senza una cosa e pure senza quell’altra. Ma è stato un successo, in verità. Però ora ci vuole un confronto, un ritorno, una spalla forte che conosco da sempre. Che subito sembra strano ritrovarsi a parlare di noi ragazzini, quasi non ci ricordiamo bene e i racconti ci si confondono, ma in un attimo tutto ritorna comune e definito, è così che ti riconosco ed è così che riconosci me. Ogni volta che ti ritrovo è un atterraggio sul morbido, come dopo 100 mila ore di volo di una carriera da pilota. Ed è l’ora tarda che mi risveglia da te, ho deciso che è a casa mia che voglio dormire, così mi metto la giacca ti abbraccio tu mi dici grazie e che sono bella e i tuoi occhi, io lo so, per una vita li ho sognati. Ci sono cose che le persone non sanno capire, sia che succedano a loro oppure ad altri; la comprensione ad un certo punto si blocca, si smarrisce e non arriva più a destinazione. Io questa cosa non me la spiego e stranamente nemmeno me la domando. Però è un bel vantaggio quello che hai su di me, stai lì ad aspettare mentre vivi la tua vita e butti sempre uno sguardo indietro, sai che presto o tardi mi ricordo bene la strada perchè te la ricordi bene anche tu.

Ebbene, non so voi ma io a questa cosa dell’anno che finisce e ci si lascia alle spalle vecchie cose per andare verso cose nuove, ci ho sempre un po’ creduto. Per il momento ho ripescato nei ricordi, rimesso a posto vecchi soprammobili, ripiegato le lenzuola stese e cucinato solo per me. Già che tutto questo tempo della mia vita lo passo in gran parte da sola o con le persone sbagliate, tanto vale avere lo stomaco pieno e le braccia ben allenate. Se vi dicessi che spero in un po’ di serenità sarei banale ma sincera, è solo che la serenità non basta, ci vuole sempre qualcuno con cui condividerla e quasi sempre si finisce a spartirla con chi in fondo un po’ ne approfitta solo perchè qualcuno sereno non l’ha mai incontrato. Ma checchè se ne dicano di me, mi piace pensare che sarò ancora in grado di passare queste notti e ricondurle ad un pensiero, non farmi ingannare dalle parole e inventare una nuova me. Io credo di non essermi mai piaciuta, almeno non davvero, almeno non per molto. Quindi, ancora una volta, penso che cambierò.

“E se dentro ci fosse un un biglietto? Aiutatemi, mi sono perduto. Chiaramente non ci sarebbe – i ragazzi non vanno per mirtilli con carta e matita – ma supponiamolo soltanto. Immagino che la soggezione che sentirei sarebbe oscura quanto un’eclisse. Eppure, è soprattutto solo l’idea di tenere quel secchiello tra le mie due mani, immagino – oltre che un simbolo del mio vivere mentre lui muore, la prova che in realtà io so quale ragazzo era – quale ragazzo tra noi cinque. Leggere ogni anno nella sua crosta di ruggine e nello sbiadire del suo lucido scintillare. Sentirlo, cercare di capire il sole che ci è brillato sopra, la pioggia che ci è caduta, le nevi che l’hanno coperto.  E chiedermi dov’ero io mentre ognuna di queste cose gli stava accadendo nel suo posto solitario, dove ero io, cosa stavo facendo, chi amavo, come me la cavavo, dov’ero. Per poi guardare il mio viso in quei punti dove ci fosse ancora rimasto del riflesso. Riuscite ad afferrare?”  Stephen King, “Stagioni Diverse – Il Corpo (Stand by Me)”