Dissonnie

“Ti amo”
“Come scusa? e’ andata via la voce”
“Ti amo”
“No dai, più tardi ti chiamo io”

Sono ormai le 3 del mattino, semafori che lampeggiano lungo tutta la città, quotidiani invenduti, rimasugli di sonno in fondo agli occhi. C’è un momento, ogni volta che rincaso, in cui mi domando come sbagliare strada, ritrovarmi da un’altra parte, non sapere come tornare. E mi rimane inspiegato il motivo delle distrazioni, come avvengano per caso, con quale criterio il caso le decida mentre io me ne sto lì ad aspettarle e a sperare che avvengano. Come d’improvviso ritrovarmi in quel giardino di periferia dove giocavamo a crescere, e tutto stava in quell’attimo in cui cresciuti non lo eravamo per niente. Come lo squillo del telefono appena mi butto sotto la doccia e non sento che lo scrosciare dell’acqua e il profumo dei saponi. Come la pioggia che mi sforma il trucco e gli occhi mi sembrano altri, anche quando sono gli stessi di sempre. Strappo fogli su cui la matita ha lasciato il calco, ne strappo uno, poi dieci, poi cento; poi riscrivo, cancello, strappo di nuovo. Una montagna di carta da riciclo, una montagna di frasi non finite. Quella volta che avevo il cuore in gola e le parole le speravo, quella volta che c’era il vento forte e tutto traballava, quella volta che stavo in piedi sotto casa e non trovavo le chiavi per aprire, quella volta che c’ero io e tu, distratto, mancavi. Il tempo disattento è prezioso quanto il caso, non attendi, non rimandi, non coincidi; sei lì, fermo, e tutto arriva da te, con percorsi vaghi e misteriosi e domande che non ti poni, ma quando piove hai in borsa l’ombrello, e quando sei di ritorno tutti i semafori sono verdi, e quando sbagli strada un’indicazione ti riporta indietro e quando qualcuno non sente è solo perchè non hai parlato.

Annunci

8 thoughts on “Dissonnie

  1. Sembra che tu abbia preso fiato all’inizio del pezzo per mollarlo alla fine appena prima di svenire.
    Strano, tutti quei qualcuno che non sentono lo fanno quando diciamo cose che sembrano avere un’importanza terminale.
    Strano.
    Possiedi iridi di tutto rispetto, Keepy.

    • aaaah beh, a complimenti come questo si risponde subito subito. E si dice grazie, grazie, i complimenti mi imbarazzano

      per il resto si, ero senza fiato. e si, lo sono tutt’ora.

      strano davvero.

  2. quel ‘no dai, più tardi ti chiamo io’, in quel momento, così, che sembra caduto come un macigno dal nulla, temo mi abbia fatto cadere le braccia.

    i fogli che si strappano fanno un rumore bellissimo e vorrei strappare un elenco telefonico tutto insieme per tirar via molte cose che. ecco.

    quando qualcuno non sente. non sempre è perché non si è parlato. forse si son solo tappate bene le orecchie. o montate al contrario, vassapè.

  3. a parte leggere ed ascoltare musica, mi piace venire qui perchè la foto nell’header cambia sempre e la faccenda mi incuriosisce.

    e comunque volevo ringraziarti per avermi suggerito il libro di janis quest’estate: l’ho letto con grande passione e quando è finito mi è parso di aver vissuto quegli anni con lei. quindi ero tristissima. 🙂

    • sono contenta che tu l’abbia letto davvero. io l’ho divorato e adorato. ed ero triste pure io quando è finito.

      l’header cambierà ancora molte e molte volte, non temere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...