Rispostando

E io leggo, rileggo; proprio ora che è il tempo di riscrivere. Svernare, levare le orecchie alle pagine dei libri, cancellare i segni di matita.
Come quella classifica delle 5 canzoni super che avevo fatto per il mio amico Plinio che rilette oggi mi hanno dato un senso di vecchio e di smarrimento, come qualcosa di perso, qualcosa di trapassato, qualcosa che non è più mio. Così io l’ho rifatta, era l’unica rimedio, non si può stare lì a guardare inerti una cosa che ci appartiene mentre invecchia, bisogna dargli aiuto, bisogna svecchiarla.
L’avevo detto io, una volta, che le cose non durano, e lo so, lo so che è un concetto depresso, ma è così, è tutto vero. Il cibo nel piatto, il semaforo rosso, il bucato steso, il tumulto, l’avversione, la verità. Ci si deve sempre riaggiornare in fin dei conti, ridirsi le cose, ripromettere.
Ed è qui che sono io, nell’istante in cui ti ho detto che mi troverai e che ti basterà cercare senza fatica, ferma su un piede a decidere il passo, ristretta, rinnovata, in partenza.
L’avevo detto io, una volta, che qualcosa trapassa il tempo, e lo so, lo so che non è  elementare, ma è così, puoi scommetterci. Il ghiaccio, le macchie di fragola e di vino, le immagini di noi bambini, la forza, il risveglio, l’attesa.
Ci si deve accasare per bene tra le cose che resistono, ribaltare i pensieri, renderli buoni.
Ci si deve accasare sul serio, in un solido cuore e in un paio di braccia.

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