Non solo per me

Quel giorno occupavano la Sorbona. Io compivo 29 anni. E non c’ero.
Chissà cosa ho fatto, chissà dov’ero.
Certo avevo gli occhi sordi e non potevo sottrarre.
Il mondo è di chi comanda, ma il ricordo è di chi combatte.
C’era da riempire bicchieri, e anche da vuotarne,
c’era da dire che il successo è lo studio e in francese non so come si dice.
Ma la vita è un tocco, e a volte sei assente,
ci fai l’abitudine, spesso te ne ammali.
Capita, funziona così.
Che il giorno ti sveglia e porta il suo peso,
ma tu comprendi, e dunque scendi dalla parte giusta
poi dimentichi, poi di nuovo ti ricordi.
Ho avvertito il pudore acceso della lotta
e ne rammento il suono di ragazza
avevo quattordici anni
e del resto so che credevo non sarebbe finito mai.

(Quanto erano giovani i nostri eroi)

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