Happy ground

Ero affaccendata in faccende, e nel frattempo pensavo a te.
Ai tuoi occhi bellissimi che conosco da quando ricordo. Come li avessi sempre avuti a fianco, quasi come fossero miei.
Ero dunque affaccendata in faccende e nel continuo pensiero di te ho montato al contrario le tende, come si fa chiederai tu? ma non in verticale, in orizzontale, con le cuciture in bella mostra e le etichette altrettanto. Così, sempre affaccendata, le ho tolte e rimesse, e sempre pensando a te, una l’ho rimessa per dritto e l’altra l’ho rimessa al rovescio.
Pensavo a quel pranzo cucinato per il mio compleanno, nemmeno il reggiano sulla pasta mi hai fatto mettere da sola, servita e riverita come direbbe qualcuno, pure senza sapere. E del pomeriggio a guardare i video su mtv e con la coda dell’occhio sbirciarsi a vicenda. Eri bello sai? Eri bello da sempre.
Ed è stato così che mentre ero affaccendata in faccende ho deciso fosse l’ora di cucinare e il mio stomaco tonante mi confortava nella teoria. Con il pensiero di te nella testa ho bruciato mezza cena e mi è toccato di buttarla almeno un pochino, per il resto l’ho mangiata, quella salvabile, ma sempre col pensiero di te.
Di quella litigata neanche tanto furiosa perchè avevo passato la nostra serata a parlare con un’altra persona, che non era una femmina, era un maschio, e mi è andata male chè sono pure tornata a casa senza di te, che ti eri arrabbiato mamma mia quanto ti eri arrabbiato.
E poi mi sono pure detta che già che ero affaccendata in faccende potevo far che mettere su il bucato, mille asciugamani da lavare che sono pure un bel peso non credi? Tanto, ho pensato, la fatica la fa tutta la lavatrice, benedetta sia l’era tecnologica, da massaia parlando. Ma stavo anche pensando a te e così non ho azionato il congegno e tutto quel cotone è rimasto lì compresso ed asciutto, che ormai è ora del sonno e la lavatrice la faccio domani, che magari non avrò il pensiero di te.
Di te che mi guardi e sorridi da una parte all’altra delle stanze, della tua voce che dice non devi temere, del tempo che è passato ed è stato tutto da conservare.
Non ne ho fatta una dritta, stasera, affaccendarmi non è stato un successo, ahimè.
Molto meglio star ferma e seduta e lasciar correre, che non si sa mai dove giunge il pensiero, magari chi lo sa, se lo guido bene, arrivo fino a te.