Ora come ora

Un giorno un’ora siamo stati qualcosa. Un anno un tocco una vita fa. Aprire la porta ogni sera guardarci nelle nostre case indossare i nostri colori le nostre libertà.
Che farne del tempo vero ci piaceva giocarci e lui è fuggito ci ha lasciati senza, immobili fissi stanziali.
Abbiamo scalato una montagna, nel punto esatto in cui braccia e gambe si spezzano e il fiato si fa corto ci siamo visti ridere e ridere ancora, vicini in mezzo al ghiaccio, vero e inespugnabile come noi
Oggi ti guardo e sono felice; di riaffamare il mio cuore e passare nuove lune e aggiustare vecchi orologi che non funzionavano più.
Non esiste giorno in cui io non sia mia e di un angolo di te. Non esiste cerchio che si chiuda senza comprenderci entrambi. Non esisto io senza esser stata tua non esisti tu senza avermi detto si.
Abbiamo scalato una montagna io e te, ora come il giorno in cui ti ho odiato ora come il tempo che abbiamo sospeso ora come ora che ti dico ricorda, non ti distrarre tieni gli occhi ben aperti non ti piegare a nessun gioco e dai sempre il giusto peso.
Il nostro tempo non era quello ma questo qui.

Annunci

il mio senz’altro sei tu

Ho capito l’essere in due quel giorno che mi aspettavi seduto alla nostra panchina, che ovvio non era nostra, e mi avevi preparato un panino col prosciutto, che tu proprio lo sai quanto il prosciutto cotto sia importante per me. Ci avevi messo anche l’insalata, solo quella, una foglia di morbido verde tra una fetta e l’altra. Forse quell’insalata era il tuo amore, una scelta, una responsabilità.
Ti avevo atteso poco tempo, poco nell’arco di una vita intera, e ora che il tempo si è rifatto vivo, io non ho atteso che me. Il tuo cuore è bastato per due, anche se te l’avevano operato tu hai vinto sulle sue cicatrici e io ho vinto te, perché combattere l’avevi dovuto fare da solo.
Non ho visto mai così tanta bellezza come dentro quei tuoi occhi, forse perché la capivo e non mi faceva paura, o perché se tu mi guardavi io guardavo te, c’era sempre un viceversa, come l’essere in due.
E’ impagabile quello che ho imparato, e la musica che abbiamo cantato e i chilometri che abbiamo corso, avevamo la fretta di vivere, che male c’era. Non esiste un tempo che sia stato senza di noi, neanche il presente. E per il domani, il mio senz’altro sei tu.

Moment to Moment

Si sfugge, ci si sfugge.
Ogni giorno sulla porta, di schiena, all’aperto, giochi di bambini sparsi su tappeti a fiori.
Io invento.
Il tuo abbraccio appanna i vetri, fa piovere su altre piogge, solca la terra, predice.
Io ricordo.
Ricordo e non rispondo, a domande e cure, per non dover essere un giorno domanda e dottore.
Io brucio.
L’ora mi svela il battito, mi apre gli occhi mi schiarisce la voce.
Fuoco.
E acqua che scorre via.

I’ve seen love, and I followed the speeding of starlight

Le onde si infrangono anche qui
in città distanti dai mari
in stanze intrappolate tra porte chiuse.
Messaggi di iodio che increspa i pensieri
passanti confusi dal sole d’autunno
tempie fredde cuori in attesa.
Da quel giorno in cui era tempo di andare
e io sono rimasta
il vento mi costringe a riva
a riempirmi di sabbia le mani
e costruire castelli o finzioni.
Così ho camminato
verso la neve
verso me
indossato sciarpe di lana grezza
e lasciato sciolte le spalle.
Ancora lo vedo, il mare
di rosse bandiere e corto il fiato
che se mai ci volessi tornare
non basterebbe uno slancio
per rotolarci dentro e lasciarmi cadere.

She’s mad but she’s magic

La mia finestra cotta dal sole
frettolosa vendemmia di uve mature
il suono frainteso di un cuore in affitto
rimbambito dal caldo e da un’ombra lontana.
Lascia correre, mi hai detto
ma la corsa non fa per me
io che nelle cose ci nuoto
e a volte ci affogo
e altre ci galleggio.
Lascia correre tu,
posa l’elmo, leva l’ancora
distenditi quieto al sole
che ora lo sai,
non è qui solo per me.

Nulla osta


Ho scritto una storia, ha a che fare con la velocità, il fiato in corsa, una strada di semafori in verde.
E’ una storia in tre parole.
Sono
arrivata
in tempo.
Ha del miracoloso la brevità, un riassunto che in verità tutt’altro fa che riassumere; apre prospettive, fissa impressioni, vaglia ricordi.

Ho pensato ai tuoi baci per me, infiniti e rotondi
Visto un’ombra scomparire nella fermezza di vecchie fotografie
Ho stracciato appunti di lezioni mai rilette o insegnate
Costruito un luogo per me sicuro ed ora mi ritrovo lì.

Tutte quelle parole che abbiamo solo messo in attesa
E tutti quei fuochi che illuminano angoli di casa
Accanto alle tue cose ripiegate e discrete
Niente di già pronto, nessun gusto di ieri.

Raccontamela ancora quella favola di un giorno di festa
L’ho sentita mille volte e mille altre la voglio per me
Vale quanto battaglie di pirati e invasioni di barbari
E mi addormenta felice con il risveglio sotto il cuscino.