Capire i Verdena (Alt. lyrics)

(No one can live in sorrow, Ask all your friends)

Se dovete andare ad un concerto dei Verdena, se lo avete in progetto, se volete farlo prima o poi, voi andateci con il cuore spezzato. Potete avere una speranza di apparizione o epifania o catarsi, è un buon modo, vi assicuro.
Per supportare il buon Plinio vi dirò subito che io i Verdena ovviamente non li capisco, e fanno tutta una serie di cose che solitamente non mi piacciono; troppe distorsioni vocali, nessun tipo di comunicazione e/o interazione, brutti testi, per non esagerare e dire orrendi, perchè dai su, alla fine non è bello scriver male dei Verdena. Ma io questa volta sul prato di Spazio 211 ci ho lasciato un pezzo di magone, attraversato con una lancia trafitto sconnesso sbattezzato. Che certe cose sono molto più forti e ti impressionano maggiormente, quando ti ci avvicini con incoscienza e un briciolo di inconsapevolezza. Ecco tutto. Per il resto bisogna solo ascoltare, stare in piedi farsi venire il mal di schiena, e sentire, per dire una grande banalità che però funziona sempre, essere disposti a sentire.
Poi sinceramente non importa, per questa volta non importa se il giorno dopo non andrete a rispolverarvi tutti gli album dei Verdena nei secoli dei secoli, o se non ricorderete nemmeno una delle canzoni che avete sentito, o se l’unica che sapevate, è proprio quella che non hanno fatto. Cazzo, non importa.
Ti rimane in testa quel gesto isterico di girarti e rigirarti su te stesso senza trovare vie d’uscita, il moto ondoso dell’assenza di cibo e degli attacchi di fame e di altra assenza di cibo e di altri attacchi di fame; il prezzo, sempre alto, di aver vissuto qualcosa di non condiviso, sciupato dalle continue assenze, ridotto a tre parole tre, sboccato e tenace come un’ingiuria.
Andateci con il cuore spezzato, e poi mi dite.